Dalla Cina “le inutili misure repressive”,il deteriorarsi della situazione in Tibet
Dharamsala, 18 aprile: il Primo Ministro del governo Tibetano in Esilio ha riferito – sulle inutili misure repressive e l’uso della forza – da parte della Cina durante le manifestazioni Tibetane pacifiche che dal 10 marzo stanno causando il deterioramento della situazione in Tibet, ostacolando il ripristino della pace e della normalità.
Durante la conferenza stampa al Lhakpa Tsering Memorial Hall del Dipartimento di Informatica e Relazioni Internazionali,di venerdì, 18 Aprile 2008, a Dharamshala, in India,alla presenza del Ministro della Religione e Cultura Kalon Phuntso Tsering.
Il PM Tibetano Prof Samdhong Rinpoche (R) descrive il 10 marzo come una giornata storica per i tibetani,il PM Tibetano Prof. Samdhong Rinpoche ha riferito che: “Ogni anno vi è una sorta di manifestazione pacifica, che non si protrae oltre la giornata”. “Però quest’anno le proteste sono proseguite anche nei giorni successivi a causa delle inutili misure repressive e dell’uso della forza “, ha riferito ieri nel corso della conferenza stampa ufficiale.
“Se l’obiettivo dell’uso della forza da parte delle autorità Cinesi fossse stato quello di mantenere la pace e l’ordine in Tibet,l’avrebbero ottenuto entro un solo giorno.Di fatto la normalità non è stata ripristinata neppure dopo più di cinque settimane, anzi le proteste e le misure repressive aumentano giorno dopo giorno”ha proseguito il PM Tibetano.
Munito di un ampio elenco dei cosidetti “incidenti sospetti”,
presumibilmente allestiti dalle autorità Cinesi, il Prof Rinpoce ha detto che “suscitano fondati sospetti circa le reali intenzioni delle autorità Cinesi “.
Rinpoche ha dichiarato che tali azioni “non aiutano a ripristinare la pace mentale e l’ordine sociale in Tibet. Al contrario, queste azioni sono considerati altamente provocatorie da parte dei Tibetani perchè li feriscono nel più profondo del loro essere.
“Tutte queste azioni sembrano mirate a minare la notoria tolleranza del popolo Tibetano che viene provocato ed involontariamente trascinato in violenti rappresaglie.”
Il relatore indica inoltre che “varie agenzie della Repubblica Popolare Cinese stanno pianificando di effettuare nuovi bombardamenti e ulteriori attività distruttive allo scopo di fare cadere la colpa di tali azioni sui tibetani ignari ed innocenti.”
Il relatore riferisce che dopo il 10 marzo ci sono state proteste diffuse nelle aree del U-Tsang, Kham e Amdo,comprese varie città della Cina, dove vivono i Tibetani. Rinpoce ha detto che le proteste erano “l’esplosione di insoddisfazione e risentimento che si sono profondamente radicati nel cuore del popolo Tibetano negli ultimi cinque decenni dovuti ad un eccesso di repressioni e maltrattamenti subiti durante le proteste pacifiche “.
Secondo lui, la dichiarata costante azione repressiva con i ricorrenti brutali pestaggi,le atroci torture,le uccisioni,la privazione degli alimenti essenziali e di acqua potabile, che stanno facendo morire di fame i Tibetani colpiti, sono oggi la preoccupazione prioritaria del governo Tibetano.
L’attuale allarme del governo Tibetano è “il fondato timore che tali azioni repressive possano protrarsi ad oltranza per i mesi a venire.
Rinpoce ribadisce “l’urgenza dell’immediato intervento della Comunità Internazionale per convincere le autorità della Repubblica Popolare Cinese a porre fine a queste azioni atroci”, prima che le autorità Cinesi distruggano ogni prova con le annunciate prossime esecuzioni sommarie di Tibetani innocenti.
Il PM Tibetano ha anche esortato la comunità internazionale a prendere “immediati ed efficaci povvedimenti per impedire alla Repubblica Popolare Cinese di commettere tali atroci azioni contro il popolo tibetano e fermare la sua politica di sistematico genocidio culturale in Tibet “.
Alla conferenza stampa del PM Tibetano erano presenti anche tutti gli altri membri del Consiglio dei Ministri.
fonte: www.phayul.com – Venerdì 18 Aprile 2008