Oltre la censura

Notizie dal Tibet

  • Questo blog nasce in nome dell’informazione dal desiderio di un gruppo di volontari di dare voce alle notizie che giungono ogni giorno dal Tibet e che vengono passate sotto un silenzio “di comodo”. Questi volontari si impegnano nel reperimento di notizie da fonti di buona reputazione (governo tibetano, Amnesty International, Reporters Sans Frontières, i principali organi di stampa internazionali, etc), mettendone in risalto su questo blog e traducendole da varie lingue qualora necessario.

    Vuoi collaborare? Scrivici!
  • Iscriviti

  • Spam Blocked

  • Visitatori

    • 211 visite

Archivio per 27 Aprile 2008

Monaco di Ramoche muore di fame mentre le repressioni si fanno sempre più dure nei monasteri

Pubblicato da infotibet su Aprile 27, 2008

Dall’inizio delle dimostrazioni in Tibet, il 10 di marzo, la presenza dei militari e della polizia all’interno e nei dintorni di tutti i monasteri coinvolti nelle manifestazioni si è fatta più massiccia.

La polizia armata popolare (PAP) e le milizie hanno bloccato la fornitura di acqua, elettricità, cibo e cure mediche nei monasteri (inclusi quelli di Sera, Drepung e Gaden) che
sono stati coinvolti attivamente nelle recenti dimostrazioni.

Dal 14 marzo nel monastero di Ramoche (Lhasa) la presenza minitare cinese è stata costante; i soldati hanno completamente circondato gli edifici del monastero e bloccato tutti i punti di entrata e uscita. La conseguenza di queste limitazioni severe è stata l’enorme difficoltà di ottenere cibo e acqua per i monaci, tanto che il 24 di marzo, Thokmay, un monaco di Ramoche, è morto di denutrizione, come confermato da una fonte attendibile. I militari hanno anche usato occasionalmente i gas lacrimogeni nel perimetro del monastero.

Sono numerosi in Tibet i monasteri che devono affrontare queste gravissime restrizioni (mancanza di cibo e acqua, le limitazioni di movimento, la mancanza di servizi medici e l’utilizzo dei gas lacrimogeni da parte dei militari). Mentre possiamo confermare che si tratta di situazioni diffuse e prevalenti, si sta dimostrando estremamente difficile ottenere dettagli di casi specifici (come quello del monastero di Ramoche) a causa delle limitazioni imposte dalle autorità cinesi.

La Cina sta tentando di conquistare i favori dei tibetani a Bathang (Ch: Bathang) County e Derong (Ch: Derong) County, Karze “Tibetan Autonomous Prefecture” provincia di Sichuan.

Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento »

Le autorità cinesi prendono di mira gli avvocati che offrono assistenza legale ai tibetani

Pubblicato da infotibet su Aprile 27, 2008

Gli attivisti di Human Rights in Cina sono preoccupati per le minacce delle autorità agli avvocati cinesi che offrono un sostegno legale ai detenuti tibetani. “Queste minacce delle autorità cinesi politicizzano e minano l’indipendenza della professione legale e lo scopo della Cina di stabilire un principio di legalità” ha dichiarato Sharon Hom, direttore esecutivo di Human Rights in Cina.

Le autorità cinesi hanno fatto sapere ai membri del gruppo di avvocati, formato da ventuno persone, che non dovrebbero immischiarsi nell’”incidente tibetano”. Secondo le dichiarazioni, gli avvocati coinvolti nel progetto sono stati interrogati dalle autorità e messi sotto sorveglianza, anche telefonica. Secondo l’intervista rilasciata il 9 di aprile dall’avvocato Li Subin all’Apple Daily di Hong Kong, le autorità hanno riferito ad alcuni membri del gruppo che c’erano già abbastanza avvocati nella regione in cui i tibetani erano detenuti e quindi non c’era alcun bisogno di avvocati dall’esterno.

L’offerta pubblica di assistenza legale da parte del gruppo di avvocati è comparsa per la prima volta la scorsa settimana su vari forum cinesi in internet, in seguito all’arresto di centinaia di tibetani da parte delle forze della sicurezza cinesi dopo le proteste dello scorso mese nella zona di Lhasa. Tra gli avvocati firmatari di questa offerta figurava Teng Biao uno degli avvocati cinesi più attivi nella difesa dei diritti umani. Il gruppo ha convinto altri avvocati di unirsi alla causa e ha chiesto alle autorità di trattare i tibetani arrestati “in modo strettamente conforme alla costituzione, alle leggi, e alle relative procedure penali” della Cina.

Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento »

NEPAL: LA FIACCOLA SULLA CIMA DELL’EVEREST, SARÀ STRONCATA OGNI PROTESTA

Pubblicato da infotibet su Aprile 27, 2008

Kathmandu, 20 Aprile 2008

Le autorità nepalesi hanno fatto sapere di essere pronte all’uso della forza, compreso il ricorso alle armi, per prevenire qualsiasi tipo di proteste anti cinesi durante la salita della fiaccola olimpica al monte
Everest. La fiaccola sarà portata sulla vetta all’inizio del mese di maggio e l?ascensione avverrà lungo il lato nord della montagna, in territorio tibetano. Tuttavia, allo scopo di scoraggiare ogni manifestazione di protesta che potrebbe compromettere i buoni rapporti con Pechino, il governo di Kathmandu ha ordinato il dispiegamento di ingenti forze di polizia e dell’esercito alla base del lato sud
dell’Everest. È prevista una speciale postazione di controllo oltre il campo base, a un’altezza di circa 6700 metri. Nei primi dieci giorni di maggio a nessun gruppo alpinistico sarà consentito di accamparsi oltre i 7.500 metri. Ogni gruppo di scalatori presenti sulla montagna sarà accompagnato da esponenti della polizia o dell’esercito.

fonte:www.cnn/asia
traduzione:www.italiatibet.org

Pubblicato su Censura, cina, diritti umani, misure repressive, repressione, tibet | Lascia un commento »

NEPAL: PROTESTA DEI TIBETANI 139 ARRESTATI

Pubblicato da infotibet su Aprile 27, 2008

Kathmandu, 22 Aprile 2008

Più di duecento tibetani si sono riuniti nelle vicinanze della sede delle Nazioni Unite sollecitando l’intervento dei rappresentanti dell’organizzazione internazionale contro gli abusi e i maltrattamenti
perpetrati dalle autorità cinesi contro i compatrioti all’interno del Tibet. I dimostranti, che pacificamente cercavano di raggiungere la porta d’ingresso principale, sono stati fatti arretrare con la forza dalla polizia che ha fermato 139 persone, tra le quali un ragazzo di tredici anni. Due donne sono rimaste ferite.

Il 20 aprile, l?organizzazione Human Rights Watch ha chiesto al governo nepalese di porre fine all?illegale detenzione dei tibetani e di rispettare il loro diritto alla pacifica libertà di assemblea e di
espressione. Il gruppo ha reso noto che, nelle ultime settimane, la polizia nepalese ha arrestato oltre 2500 manifestanti tibetani.

Oltre 2000 tibetani, monaci e laici, affiancati da alcuni attivisti nepalesi per i diritti umani, hanno preso parte il 20 aprile a una veglia a lume di candela organizzata dal Nepal Tibetan Solidarity Forum.
La veglia si proponeva di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla crisi tibetana e di rivolgere alla Cina un appello affinché acconsenta l’ingresso in Tibet a organi di investigazione indipendenti.
I partecipanti hanno inoltre chiesto alle autorità cinesi libertà di movimento all’interno del paese e di porre fine alla campagna denigratoria contro il Dalai Lama.

fonte:www.hrw.org
traduzione:www.italiatibet.org

Pubblicato su Censura, cina, diritti umani, misure repressive, repressione, tibet | Lascia un commento »

Comunicato stampa di Reporter Senza Frontiere

Pubblicato da infotibet su Aprile 27, 2008

Impedendo alla stampa estera l’ingresso in Tibet, cosa sta nascondendo il governo cinese? Reporter Senza Frontiere ha chiesto oggi che ai giornalisti stranieri sia immediatamente consentito l’ingresso in Tibet e nelle province abitate da popolazione di etnia tibetana, chiuse alla stampa e oggetto, nelle ultime sei settimane, di una massiccia campagna propagandistica.

L’organizzazione francese per la libertà di stampa chiede: “Cosa sta nascondendo la Cina dietro le porte chiuse del Tibet?” La situazione è ben lungi dall’essere tornata alla normalità, come vorrebbero far
credere le autorità locali. Gli scarni resoconti che riescono ad arrivarci dipingono una situazione ben diversa, una situazione caratterizzata da arresti e da un clima di paura sia nelle città sia nelle vicinanze dei monasteri.

Reporter Senza Frontiere così prosegue: “L’assenza di notizie favorisce il lavoro della macchina propagandistica. Chiediamo all?Unione Europea e alle Nazioni Unite di adoperarsi perché il governo cinese consenta la libera circolazione dei giornalisti in Tibet e nelle aree circostanti.”

“Ieri, gli organizzatori dei Giochi Olimpici hanno annunciato che il viaggio dei giornalisti incaricati di seguire la salita della fiaccola sulla vetta dell?Everest è stato rinviato a tempo indeterminato. I
rappresentanti della stampa avrebbero dovuto fare sosta a Lhasa, per abituarsi all’altitudine, ma le autorità hanno annunciato che anche questa parte del viaggio è stata a sua volta annullata per “problemi meteorologici”.”

Dal 14 marzo, a nessun giornalista è stato permesso di muoversi liberamente all’interno del Tibet. Le autorità di Lhasa hanno organizzato due visite guidate di giornalisti, una nella capitale e una a Labrang, nella provincia del Gansu. Ai turisti è stato impedito l’accesso alla regione himalayana fino a nuovo ordine. Dalla metà del mese di marzo, Reporter Senza Frontiere ha registrato almeno cinquanta
casi di violazione dei diritti della stampa estera.

“Le autorità cinesi dipingono i tibetani come “rivoltosi” e “terroristi”. L’agenzia di stato Xinhua parla in primo luogo di ritorno alla normalità ma fa sapere che sono state trovate armi da fuoco, dinamite e parabole satellitari all’interni di undici monasteri buddisti nel Gansu.

Alle stazioni televisive nazionali e locali è stato chiesto di trasmettere le immagini della violenza dei tibetani a Lhasa e nella città di Aba, nella provincia del Sichuan, dove i tibetani hanno assalito alcuni edifici pubblici.

Allo scopo di evitare che i tibetani possano avere accesso a notizie non sottoposte preventivamente al controllo della censura, le autorità cinesi hanno disturbato con interferenze le trasmissioni delle stazioni
radio internazionali che trasmettono in lingua tibetana, quali Voice of Tibet e Radio Free Asia. “Le interferenze nei programmi sono iniziate il 16 marzo”, ha dichiarato il direttore di Voice of Tibet soprattutto nelle città in cui il governo ha investito decine di milioni di dollari nell?installazione di antenne destinate a far sì che i tibetani non ci possano ascoltare.

Le edizioni straniere dei giornali cinesi dedicano ampio spazio alla campagna di propaganda contro la “cricca del Dalai Lama”. La televisione di stato mostra solo le violenze dei tibetani e mai le repressioni. Un giornale cinese pubblicato in Francia (News of Europe) ha dedicato un’intera pagina alla posizione del governo di Pechino. I siti Internet di molte organizzazioni pro Tibet e quello dello stesso governo tibetano in esilio, sono stati attaccati dagli hacker cinesi.

Le autorità cinesi hanno ordinato alla stampa di riportare che il numero dei civili innocenti morti per mano dei “rivoltosi” ammonta a tredici persone. Trecento i feriti. Secondo le stime del governo tibetano in esilio, i tibetani uccisi sono almeno cento e centinaia gli arrestati. Secondo alcuni gruppi si sostegno, migliaia di tibetani sono detenuti in campi di concentramento e sottoposti a tortura.

Reporter Senza Frontiere condanna inoltre le continue critiche rivolte dal governo cinese ai giornali stranieri che danno notizia della situazione in Tibet.

fonte:www.rsf.org
traduzione:www.italiatibet.org.

23.04.2008

Pubblicato su arresti, cina, diritti umani, misure repressive, repressione, tibet, tortura | Lascia un commento »