Oltre la censura

Notizie dal Tibet

  • Questo blog nasce in nome dell’informazione dal desiderio di un gruppo di volontari di dare voce alle notizie che giungono ogni giorno dal Tibet e che vengono passate sotto un silenzio “di comodo”. Questi volontari si impegnano nel reperimento di notizie da fonti di buona reputazione (governo tibetano, Amnesty International, Reporters Sans Frontières, i principali organi di stampa internazionali, etc), mettendone in risalto su questo blog e traducendole da varie lingue qualora necessario.

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Situazione in Tibet

Pubblicato da infotibet su Maggio 4, 2008

Le notizie fortunosamente raccolte dal nostro corrispondente nel Tibet occupato parlano di decine di manifestazioni represse nel sangue. Apartire dal 10 Marzo si sono registrare oltre 50 proteste in altrettanti centri situati anche oltre i confini della Regione Autonoma del Tibet. La rivolta ha infatti raggiunto l’Amdo e il Kham, regioni oggi accorpate alla province cinesi, e persino in Cina gli studenti hanno inscenato manifestazioni di solidarietà con i giovani tibetani in rivolta. Perchè quelli che stanno affrontando a mani nude i blindati dell’esercito di “liberazione” cinese sono in maggioranza giovani, sia laici che religiosi. Hanno capito che questa potrebbe essere l’ultima occasione per liberarsi del giogo cinese e confidano nel fatto che, con i Giochi Olimpici alle porte, il regime non possa fare strage dei rivoltosi. Sanno infatti che le deportazioni in atto nel paese delle nevi (800.000 pastori nomadi e contadini deportati nei nuovi “villaggi socialisti”) rappresentano la “soluzione finale” della questione tibetana. Sanno anche che il mondo libero li ha abbandonati e che non possono fare affidamento che sulle loro sole forze. Ancora la scorsa settimana ci sono state manifestazioni e scontri e la polizia ha aperto il fuoco provocando la morte di molti pacifici manifestanti tibetani (vedi foto a lato).Si tratta dell’ ennesimo eccidio compiuto dalle truppe di occupazione che hanno avuto l’ordine di sparare su ogni assembramento “ostile”. Inoltre i più importanti monasteri rimangono sotto assedio e si registrano già i primi casi di morti per fame. Negli altri sono invece riprese le sessioni di “rieducazione patriottica”,un vero e proprio lavaggio del cervello, durante le quali i religiosi sono costretti ad abiurare sottoscrivendo una dichiarazione di fedeltà al regime. Nel corso di una recente manifestazione, prima di essere ucciso dalla polizia, un giovane monaco gridava” ora o mai più”. Questo grido deve valere anche per noi. Questa è l’ultima occasione per dimostrare al mondo che non siamo disposti ad assistere impotenti all’ ennesimo eccidio di chi chiede libertà e giustizia. Oltre a gridare nelle piazze e nelle strade la nostra rabbia dobbiamo fare l’unica cosa che in questo momento potrebbe forse arginare la furia omicida degli autocrati di Pechino: chiedere all’Onu una ferma condanna del regime. Se così non sarà nei prossimi giorni assisteremo a nuove stragi, alla tortura dei prigionieri, alla deportazione dei rivoltosi,ai processi farsa che condanneranno a decine di anni di gulag i giovani insorti,alla fuga di quanti cercheranno di mettersi al riparo dalla furia omicida della polizia politica.

Claudio Tecchio Ufficio Internazionale Cisl Piemonte www.dossiertibet.it

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